Dal ciclismo praticato per oltre mezzo secolo allo studio della biomeccanica: Eugenio Iaccarino racconta la nascita di Biomecfit, l’importanza del corretto posizionamento in sella e il lavoro dedicato ai giovani atleti.
Eugenio, come nasce Biomecfit e da dove arriva l’idea di creare un centro dedicato alla biomeccanica applicata al ciclismo?
Biomecfit nasce dopo oltre quindici anni di studi e approfondimenti personali sulla biomeccanica e sul rapporto tra il ciclista e il mezzo meccanico. Alla base c’è una convinzione maturata attraverso più di mezzo secolo di esperienza come ciclista: il corretto posizionamento sulla bicicletta è fondamentale non soltanto per ottenere una buona performance, ma soprattutto per pedalare in maniera efficace e preservare il benessere della persona.
Negli anni ho avuto modo di comprendere quanto postura, misure antropometriche e caratteristiche individuali possano influenzare il modo di pedalare. Per questo ho deciso di mettere la mia esperienza e i miei studi a disposizione di chiunque voglia vivere il ciclismo, a livello amatoriale, sportivo o professionistico, nel modo più corretto possibile.
Quanto può incidere un corretto posizionamento sulla bicicletta?
Può incidere moltissimo. Una posizione adeguata permette di migliorare l’efficacia della pedalata, la distribuzione dei carichi e la relazione tra il corpo e la bicicletta. Non si tratta quindi soltanto di cercare la prestazione, ma di creare le condizioni affinché il ciclista possa utilizzare il proprio mezzo in maniera efficiente e confortevole.
Ogni persona ha caratteristiche fisiche differenti e, di conseguenza, non può esistere una posizione universale valida per tutti.
In che modo è cambiato il rapporto tra ciclista e bicicletta nel corso degli anni?
È cambiato radicalmente. In passato il telaio veniva spesso costruito partendo dalle misure della persona: si prendevano le caratteristiche del ciclista e il telaio veniva realizzato e saldato sulla base di quelle specifiche.
Con l’arrivo dei moderni telai in carbonio e della produzione standardizzata, il processo si è sostanzialmente invertito. Oggi si acquista un telaio di una determinata misura e successivamente lo si adatta al ciclista.
Questo rende ancora più importante il lavoro di posizionamento, perché un telaio standard deve necessariamente essere adattato alle caratteristiche di una persona che, per definizione, è diversa da qualsiasi altra.
Quali strumenti utilizzate all’interno di Biomecfit?
Il centro è un punto di eccellenza Shimano e utilizza tecnologie costantemente aggiornate. Siamo inoltre uno dei cinque centri presenti sul territorio nazionale ai quali è stato messo a disposizione il sistema utilizzato dagli atleti Shimano nel World Tour.
Il percorso di valutazione può comprendere diversi aspetti: dalla valutazione delle protuberanze ischiatiche al controllo antropometrico, dalla valutazione dell’elasticità corporea alla verifica e messa a punto delle tacchette attraverso un sistema laser computerizzato.
Vengono inoltre individuate le misure ideali sulla base dei dati antropometrici e viene analizzata la pedalata attraverso il sistema Shimano Dynamic Fitting.
Quindi la biomeccanica non riguarda soltanto il professionista?
Assolutamente no. È un approccio utile a chiunque utilizzi una bicicletta, dal professionista all’amatore, fino a chi si avvicina per la prima volta a questo sport.
Naturalmente le esigenze possono essere diverse: per un atleta professionista l’obiettivo può essere legato alla massimizzazione della performance, mentre per un amatore può essere più importante trovare una posizione che consenta di pedalare in modo efficace, confortevole e sostenibile nel tempo.
Avete dedicato particolare attenzione anche al ciclismo giovanile. Perché?
È un aspetto a cui teniamo molto. Attraverso le convenzioni stipulate con diverse società ciclistiche giovanili ci siamo accorti che spesso i ragazzi utilizzano biciclette di varie misure che non sempre sono perfettamente adeguate alle loro caratteristiche antropometriche.
Per questo abbiamo scelto di intervenire in maniera preventiva. Per tutti i ragazzi al di sotto dei 14 anni effettuiamo gratuitamente un test biomeccanico completo, con l’obiettivo di adattare il più possibile la bicicletta ricevuta dalla società alle loro misure.
In questa fascia d’età il corpo è in continua crescita e cambiamento. Prestare attenzione al rapporto tra atleta e bicicletta significa quindi tutelare non soltanto la prestazione, ma soprattutto il benessere del giovane ciclista.
Quante collaborazioni avete sviluppato con le società sportive?
Nel corso degli ultimi due anni abbiamo sviluppato circa una decina di convenzioni con società del territorio, oltre a una collaborazione con una squadra appartenente al World Tour.
È un percorso che ci permette di portare la cultura della biomeccanica direttamente all’interno delle realtà sportive e di sensibilizzare atleti, tecnici e famiglie sull’importanza di un corretto rapporto tra il ciclista e il proprio mezzo.
Qual è, secondo lei, l’errore più comune quando si acquista o si utilizza una bicicletta?
Pensare che sia sufficiente scegliere la misura del telaio per avere una bicicletta adatta alla propria persona.
La misura del telaio è certamente importante, ma rappresenta soltanto un punto di partenza. La bicicletta deve essere adattata alle caratteristiche fisiche del ciclista e alla sua pedalata. Altezza, proporzioni corporee, elasticità e caratteristiche individuali fanno la differenza.
La bicicletta è uno strumento che deve essere messo nelle condizioni di lavorare insieme al corpo, non semplicemente utilizzato così com’è.
Dopo oltre cinquant’anni nel ciclismo, cosa significa oggi continuare a studiare questo sport?
Significa continuare a mettersi in discussione. L’esperienza sul campo è fondamentale, ma da sola non basta. Il ciclismo evolve continuamente, così come evolvono le tecnologie, i materiali e le conoscenze scientifiche.
La possibilità di unire l’esperienza maturata in tanti anni di ciclismo allo studio e alle nuove tecnologie è proprio ciò che mi ha spinto a creare Biomecfit.
L’obiettivo è semplice: aiutare ogni ciclista a trovare il miglior rapporto possibile con la propria bicicletta, indipendentemente dal livello e dagli obiettivi.




