Intervista al Presidente del CONI Campania
Da quasi un decennio alla guida del CONI Campania e recentemente rieletto all’unanimità per il terzo mandato consecutivo, Sergio Roncelli rappresenta uno dei punti di riferimento dello sport regionale. La sua esperienza da dirigente, unita a una visione che mette al centro giovani, territorio e cultura sportiva, ha accompagnato la crescita di un movimento che oggi può contare su migliaia di società, volontari, tecnici e atleti.
Lo abbiamo incontrato per parlare delle sfide che attendono lo sport campano e del ruolo che esso può avere nello sviluppo sociale ed economico del territorio.
Presidente Roncelli, cosa significa essere stati riconfermati all’unanimità alla guida del CONI Campania?
È una grande responsabilità prima ancora che un motivo di soddisfazione. L’unanimità non rappresenta un traguardo personale, ma la fiducia di tutto il sistema sportivo campano. Significa che il percorso costruito insieme alle Federazioni, agli Enti di Promozione Sportiva, alle Discipline Associate, ai tecnici e agli atleti è stato condiviso. Questo mi spinge a lavorare con ancora maggiore determinazione.
La Campania sta vivendo un momento particolarmente positivo per lo sport. Quali sono i fattori che hanno contribuito a questa crescita?
Negli ultimi anni è cresciuta soprattutto la cultura della collaborazione. Oggi le istituzioni dialogano maggiormente con il mondo sportivo e si è compreso che investire nello sport significa investire nella salute, nell’educazione, nella sicurezza e nell’economia del territorio. La Campania ospita sempre più grandi eventi e continua a produrre campioni in numerose discipline, ma il vero patrimonio resta l’immenso lavoro quotidiano svolto dalle società sportive.
Qual è oggi la principale sfida del CONI Campania?
Portare sempre più persone a praticare sport. L’attività sportiva non deve essere considerata un lusso o un’attività accessoria, ma un diritto. Dobbiamo ridurre l’abbandono sportivo tra i giovani, sostenere le associazioni che operano nei quartieri e nei piccoli comuni e rendere gli impianti sempre più accessibili.
Napoli Capitale Europea dello Sport 2026 rappresenta una grande opportunità.
Assolutamente sì. È un riconoscimento internazionale che premia il lavoro svolto negli ultimi anni e allo stesso tempo ci impone nuove responsabilità. Non deve essere soltanto una vetrina di eventi, ma un’occasione per lasciare un’eredità concreta: nuovi impianti, maggiore partecipazione, turismo sportivo, formazione e una cultura sempre più diffusa del movimento.
Lo sport può essere anche un motore economico?
Senza alcun dubbio. Oggi lo sport genera occupazione, turismo, servizi, innovazione e sviluppo. Ogni manifestazione richiama visitatori, coinvolge imprese, valorizza il territorio. Per questo è fondamentale che venga considerato una componente strategica delle politiche di sviluppo regionale.
Lei ha spesso parlato del valore educativo dello sport.
È probabilmente il suo aspetto più importante. Lo sport insegna il rispetto delle regole, il sacrificio, la collaborazione, la capacità di affrontare vittorie e sconfitte. Sono valori che accompagnano una persona per tutta la vita e che nessun libro può trasmettere con la stessa efficacia dell’esperienza sul campo.
Il volontariato continua ad essere il cuore dello sport italiano?
Assolutamente sì. Dietro ogni gara, ogni torneo, ogni palestra e ogni società ci sono migliaia di persone che dedicano tempo, energie e passione senza cercare visibilità. Sono loro la vera forza dello sport italiano. Il nostro compito è sostenerli e valorizzarli.
Che messaggio vuole rivolgere ai giovani campani?
Di scegliere lo sport, qualunque disciplina essi amino. Non è importante diventare campioni, ma vivere l’esperienza sportiva. Attraverso lo sport si costruiscono amicizie, si cresce come persone e si impara a guardare al futuro con maggiore fiducia.
Guardando ai prossimi anni, quale sogno vorrebbe realizzare?
Vorrei una Campania in cui ogni bambino possa praticare sport senza ostacoli economici o logistici, con impianti moderni distribuiti su tutto il territorio e una rete sempre più forte tra scuola, associazioni e istituzioni. Sarebbe il risultato più bello che potremmo lasciare alle future generazioni.
Profilo
Sergio Roncelli è Presidente del CONI Campania dal 2017 ed è stato rieletto all’unanimità nel 2025 per il terzo mandato consecutivo. Laureato in Chimica, ha una lunga carriera nel mondo dello sport iniziata come atleta e dirigente del tennis tavolo e proseguita in numerosi incarichi federali. Sotto la sua guida il movimento sportivo campano ha rafforzato la propria capacità organizzativa, contribuendo alla crescita dei grandi eventi sportivi regionali e accompagnando il percorso che ha portato Napoli a diventare Capitale Europea dello Sport 2026.





