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BADBALL, il gioco di racchetta che porta lo sport anche negli spazi compatti

Redazione
Scritto da Redazione
11 Settembre 2026 3 min di lettura

Un format proprietario, dinamico e inclusivo, pensato per essere praticato in soli 75 metri quadrati. Il creatore Patrizio Virga racconta la nascita di BADBALL, il suo ruolo nello sviluppo del gioco e le opportunità per club, centri sportivi e strutture ricettive.

1. Patrizio, come nasce BADBALL e quale idea c’è alla base di questo nuovo gioco di racchetta?

BADBALL nasce dall’idea di sviluppare un gioco proprietario, dinamico e inclusivo, capace di inserirsi nel panorama degli sport di racchetta con caratteristiche proprie. Un elemento centrale del format è la possibilità di praticarlo anche in spazi compatti, rendendolo interessante per realtà sportive e ricettive che vogliono integrare una nuova proposta di attività.

2. Una delle caratteristiche più interessanti è proprio lo spazio necessario: 75 metri quadrati. Perché questo aspetto è così importante?

La possibilità di utilizzare uno spazio di soli 75 metri quadrati rende BADBALL particolarmente flessibile. Il gioco è pensato per integrarsi in palestre, centri sportivi e strutture ricettive, offrendo possibili applicazioni anche in contesti dove gli spazi disponibili sono limitati.

3. A chi si rivolge principalmente il format?

BADBALL è pensato per un pubblico ampio e per diverse tipologie di strutture. Può interessare club e centri sportivi, strutture ricettive e operatori vicini al mondo del pickleball, che possono valutare il format come una nuova opportunità da inserire nella propria proposta.

4. Nel progetto lei ricopre un ruolo preciso: è il creatore del gioco, l’autore del regolamento ufficiale e il detentore del marchio. Come si traduce questo nella gestione di BADBALL?

Il mio ruolo riguarda la creazione e lo sviluppo del gioco, la definizione del regolamento ufficiale e la gestione del marchio. La produzione diretta dei campi e delle racchette, invece, non è affidata a me: viene realizzata da due produttori italiani partner, attraverso contratti di royalty.

5. Quanto è importante, per un gioco proprietario, avere un regolamento ufficiale?

Il regolamento è un elemento fondamentale perché definisce l’identità del gioco e ne stabilisce le modalità di svolgimento. Nel caso di BADBALL, il regolamento ufficiale è stato scritto da me e rappresenta uno dei riferimenti principali per conoscere il format e comprenderne le caratteristiche.

6. In questa fase la sua priorità è la divulgazione del brand. Qual è l’obiettivo che si è posto?

In questo momento la mia priorità è far conoscere BADBALL e favorirne la divulgazione. Ritengo importante permettere a club, centri sportivi, strutture ricettive e operatori interessati di scoprire il gioco, comprenderne le caratteristiche e valutarne le possibili applicazioni.

7. Quali opportunità può offrire BADBALL a una struttura che dispone di spazi ridotti?

La compattezza è uno degli aspetti che rendono il format interessante. La possibilità di essere praticato in 75 metri quadrati consente di immaginare un’integrazione in strutture diverse, comprese quelle che non dispongono di grandi superfici. Saranno poi le singole realtà a valutare come inserirlo nella propria organizzazione e nella propria offerta sportiva.

8. Il progetto prevede già una filiera produttiva italiana per campi e racchette. Come è organizzata?

La produzione è affidata a due produttori italiani partner, con i quali sono stati definiti contratti di royalty. Questo consente di distinguere chiaramente il mio ruolo di creatore del gioco e detentore del marchio da quello dei partner che si occupano della produzione delle attrezzature.

9. Dove è possibile approfondire le caratteristiche tecniche e regolamentari di BADBALL?

Tutti i dettagli tecnici e regolamentari sono raccolti nel manuale ufficiale di BADBALL, che ho pubblicato su Amazon KDP. È il riferimento per chi desidera conoscere più approfonditamente il gioco e il suo regolamento.

10. Qual è il prossimo passo per BADBALL?

Il prossimo passo è continuare a lavorare sulla divulgazione del brand, facendo conoscere il format e le sue caratteristiche. L’obiettivo è permettere a un numero sempre maggiore di realtà interessate di valutare BADBALL e le sue possibili applicazioni nel mondo degli sport di racchetta.

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    1. Grazie Enrico ! Approfitto per informare te ed eventuali interessati che il 3 ottobre faremo provare il BADBALL a Sestri Levante (Ge) per chi fosse interessato a vedere in opera il BADBALL® !!! Ore 9.30 in poi spazio esterno piscina MYSPORT

  1. Conoscevo già.. l’ho trovo molto interessante… potrebbe essere la volta buona.
    Ho sempre pensato di farlo conoscere a Leivi

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